mercoledì 21 dicembre 2011

Homo Sentimentalis

Nella definizione di sentimento è compresa l'idea che esso nasca in noi indipendentemente dalla nostra volontà, e spesso contro la nostra volontà.

Nel momento in cui vogliamo sentire (decidiamo di sentire, come Don Chisciotte decise di amare Dulcinea), il sentimento non è più un sentimento, ma l'imitazione di un sentimento, la sua rappresentazione. Il che si chiama comunemente isterismo. Perciò l'homo sentimentalis (ossia l'uomo che ha innalzato il sentimento a valore) equivale in realtà all'homo hystericus.

Con ciò non si può dire l'uomo che imita un sentimento non lo provi veramente. L'attore che recita la parte del vecchio re lear prova sulla scena, davanti a tutti gli spettatori, la tristezza dell'uomo abbandonato e tradito, ma questa tristezza evapora nell'istante in cui termina lo spettacolo. Perciò l'homo sentimentalis, che ci fa vergognare con i suoi grandi sentimenti, subito dopo ci sconcerta con la sua inspiegabile indifferenza.




L'immortalità (Milan Kundera)

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