mercoledì 6 giugno 2012

Caro Presidente Napolitano

Caro Presidente Napolitano,
ho letto che domani ha intenzione di visitare "la Bassa".
Le chiedo un piacere (ma può anche interpretarlo come un amichevole consiglio): non venga.
Resti a Roma.

... Caro Presidente Napolitano,
esiste il momento giusto per fare una cosa giusta: il momento giusto, però, è già passato.
Se fosse venuto la mattina del 20 maggio, o il pomeriggio del 29, l'avremmo accolta a braccia aperte.
Ci saremmo stretti a Lei, come ci si stringe ad una figura paterna, ci saremmo stretti a Lei che ci sembrava uno dei pochi politici degni di rispetto e di stima, ci saremmo stretti a Lei, confidando in una parola di conforto.
Ma non ora.
Non dopo due settimane.
Ora è tardi.

Caro Presidente Napolitano,
ci sono parole giuste da dire nel momento giusto: Lei, però, ha usato parole sbagliate.
"Non è il momento di piangersi addosso".
Caro Presidente, non poteva trovare parole più sbagliate: ci hanno fatto male quanto la caduta delle nostre torri, ci hanno fatto male perché da Lei non ce le saremmo mai aspettate.
Caro Presidente, me lo lasci dire: Lei non ha capito assolutamente niente di noi modenesi.
Non ci siamo pianti addosso: abbiamo pianto i nostri cari, i nostri affetti, il frutto del nostro lavoro. Ma abbiamo pianto con dignità, che è una cosa sempre più rara e forse anche Lei si è dimenticato che faccia ha, la dignità.
Se fosse venuto qui, la mattina del 20 maggio, il pomeriggio del 29, l'avrebbe potuta vedere: ha la faccia di ogni mio concittadino.
Ha la faccia dell'anziano che dice alla giornalista "Qui è crollato tutto, ma non siamo crollati noi".
Ha la faccia delle rezdore che, pur senza casa, continuano a friggere gnocco per i volontari, per la protezione civile, per i vigili del fuoco impegnati negli aiuti.
Ha la faccia di tutte le persone che dicono "Sì, è crollato tutto, ma lo ricostruiremo com'era".
Avrebbe potuto vederla, che faccia ha la dignità, caro Presidente, se solo fosse venuto al momento giusto, con parole giuste.

Caro Presidente Napolitano, c'è un'altra cosa che forse non ha capito, di noi modenesi: non dimentichiamo.
E Lei vuole venire al momento sbagliato, dopo aver detto parole sbagliate.
E, caro Presidente Napolitano, sui nostri volti potrebbe trovare non solo dignità, ma anche rabbia. Tanta rabbia.

Caro Presidente Napolitano, per piacere: non venga, resti a Roma.

Luca Barozzini

7 commenti:

  1. in via del tutto eccezzionale.... oggi doppio post.... Sempre una gran testa Luca ;)

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  2. anche noi abruzzesi non dimentichiamo..Beh,che dire?Io mi chiedo se ha un senso,parlare,quando non si sa cosa dire.O quando non si è coscienti del peso delle parole.Perchè,magari,nella sua testa era tutto chiaro,ma espresso così suona veramente ma veramente stonato.Gli altri,dal di fuori,non potranno mai capire.E ogni parola pur se pronunciata con,nella testa,le migliori intenzioni,suona sempre troppo greve.Troppo distante.Aggiungo che le parole non bastano e non servono,quando i fatti le tradiscono o tradiscono intenzioni contrarie.Bastava poco,come per esempio,non far la parata,costosa a Roma(ce n'era veramente bisogno?),bastava disdir qualche impegno istituzionale..Ma,come forse hai capito,in Italia si deve far in modo che quel che si fa sia visto,palese.Conta questo: farsi vedere.Pazienza se il farsi vedere è quando è troppo tardi."che non si dica che non ci son stato.Meglio tardi che mai".Chissà,forse lo pensa..o chissà..mah.

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  3. passagli (a napolitano) un kleenex che si pulisca la bocca da culo..
    ps.: perdonami, ma oggi sono troppo raffinata eh lo so :(

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    1. Ci sono dei casi.....come questo ..... In cui si deve esser così raffinati !!!

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  4. Ci sarà mai qualcuno degno di rappresentarci?

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    1. per i miei gusti no..... ma da anni ormai....

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