lunedì 29 settembre 2014

Lucy



Inizio così con un messaggio di mio amico su whatsapp:
"Buona Notte e se qualcuno vuole andare a vedere Lucy...... Risparmiatevi sti euri"

Come già detto in altre occasioni non son capace di far recensioni, ma due parole ce le spendo.
Luc Besson si è visto Akira, si è fumato qualcosa di buono ed ha tirato fuori sto film.
I trailers ingannano molto, molta meno azione di quel che sembra, molta "filosofia" spiccia (di ispirazione giapponese secondo me) ed ottimi spunti per far due chiacchiere su alcuni temi "folli", viaggi nel tempo, spazio, creazione, il cervello umano.
Conclusione, io non consiglio nulla, ma sicuramente andrò a vederlo per la seconda volta al cinema.


P.S.
Non sono mai stato un fan di Scarlett Johanssonm, ma quando fa questa faccia strafottente, da schiaffi, la adoro :p

venerdì 26 settembre 2014

Mi sfuggono...

Mi sfuggono i pensieri in questo periodo.
Ed ecco che non riesco a fermarne uno per scrivere due righe quì sopra.
Fermo fermo non me ne sto e chi sta intorno a me si muove, anzi alcuni corrono.
Quindi ne avrei di cose da raccontare, da dibattere, da cazzeggiarci sopra.
Ed invece puff, come se tutto in realtà fosse immobile.
Cazzo, manco a dire che sto fumando sto periodo, evidentemente produco oppiacei naturali.




venerdì 19 settembre 2014

SPSP

Sei a un corso di scrittura creativa, il block notes (o il notebook o il tablet o quello che vuoi) ancora intonso pronto a memorizzare tutti i segreti del mestiere. Da qualche parte bisogna pur cominciare e la persona che vi fa lezione, per non rischiare di essere troppo innovativa, comincia dalle basi.
Come si può scrivere un racconto?
Il gesso stride sulla lavagna mentre l’insegnante vi spiega – con il tono dolce che si riserva ai cani, ai bambini e ai dementi – che ci sono due modi di narrare una storia.
In prima persona e in terza persona.
Beh, sai una cosa?
Mente.

La SPSP ti è tutt’altro che sconosciuta.
La usi nella vita di tutti i giorni per far mettere il prossimo nei tuoi panni (Ero lì ad aspettare il treno quando qualcuno mi picchietta sulla spalla. Io mi volto, ovviamente. Ora, immagina. Ti trovi davanti un vecchio in mutande e infradito. Mutande e infradito. Nel bel mezzo della Stazione Centrale. E questo vecchio ti chiede – così, come se fosse la cosa più normale al mondo: «Avrebbe cortesemente una sigaretta da offrirmi?» Guarda, non so che faccia ho fatto.) o nei panni di qualcun altro (No, non è così semplice. Se sei nato e cresciuto in un luogo in cui a otto anni i bambini sanno già sparare, è normale che tu cresca in quel modoTi svegli a stomaco vuoto e non sai se quel giorno riuscirai a mangiare. Non sai neanche se arriverai vivo a sera. È normale che da adulto, se sopravvivi, tu sia fatto in un certo modo.) o, ancora, per imporre la tua visione al prossimo (No, non mi convinci. Tu non sei fatta così. Tu questa cosa non la accetti ma non lo vuoi ammettere. Io ti conosco.).
Trovi la SPSP nelle pubblicità (Lo provi e lo ami!), nei manuali (Leviga la superficie con la carta abrasiva. Stendi il primo strato di aggrappante. Ricorda che esistono diversi tipi di aggrappante per diverse superfici.) e nelle canzoni (ti serve davvero un esempio?). Potrebbe anche esserti capitato di trovarla nei videogame, nei librogame e nei giochi di ruolo.
Il luogo in cui la troverai meno, invece, è la narrativa.

Qualche mese fa è stato aperto su Facebook un gruppo chiamato Scrittori che danno del tu ( https://www.facebook.com/groups/776881485667317/ ). Lo scopo era molteplice: cercare di capire quanti conoscessero questa tecnica di scrittura, quanti l’amassero e quanti l’odiassero, e perché; confrontarsi, scambiarsi narrativa in SPSP e cercare di capire cosa questo poco usato punto di vista permetta allo scrittore che vuole esprimere la propria creatività.
Il gruppo ha avuto un insospettato successo, soprattutto in termini di narrativa prodotta. I membri hanno postato dei brevi racconti in SPSP incredibilmente vari tra loro, come tanti tasselli dello stesso mosaico. Stesso mezzo narrativo, diverse interpretazioni, diverse possibilità.
Per questo motivo, si è deciso di ampliare il progetto indicendo una Selezione di racconti in SPSP (gratuita). È stato creato un sito ( http://spspfiction.wordpress.com/ ), su cui sono stati messi il bando e la giuria, ed è stato creato un evento su Facebook ( https://www.facebook.com/events/342400925933627/ ).
Lo scopo della Selezione?
Sempre lo stesso molteplice scopo: incitare gli scrittori a sperimentare l’uso della SPSP, declinando la propria creatività per rivolgerla a quel Tu che è sia protagonista che lettore.
Hai mai provato?

Questa è l’occasione giusta.
☼☼☼☼☼☼
P.S.: Detto ciò, ci tengo a specificare che quanto scritto sopra non è opera mia, ho semplicemente riportato l'iniziativa di SERENA, l'ideatrice e fondatrice della SPSP .. perché...perché la ritengo una cosa bella e valida.


mercoledì 17 settembre 2014

Labyrinth & Escher

Come per le persone, delle quali magari ti colpisce un particolare prima dell'insieme, anche per i film può succedere la stessa cosa.
E così questa mattina leggendo un post Indovina mi è tornato in mente un film che amavo Labyrinth.
Subito quasi con frenesia maniacale mi son messo a cercare la scena che mi ha fatto amare questo film, e....... trovata, vista, rivista e riconsumata :p


Che poi a conti fatti è grazie a questa scena che ho iniziato a conoscere e ad "amare" Escher.